«Fare "arte urbana" vuol dire decodificare per appropriarsi dello spazio.» - Ugo La Pietra, Istruzioni per abitare la città

Officine 3D

Una settimana di campus per progettare padiglioni temporanei in dialogo con gli spazi espositivi del Museo della Scienza.

Officine 3D è il percorso progettato da DENSA in collaborazione con Fondazione POST - Museo della Scienza di Perugia e inserito nella programmazione dei POST SCIENCE CAMPUS 2020.

Quante città esistono in una sola?
Cosa c'è negli spazi che frequentiamo ogni giorno?
Cosa manca e potrebbe aumentare il benessere delle persone?

Il Museo della Scienza della città di Perugia rappresenta un contesto stimolante per la progettazione di esperienze educative speriementali. Gli spazi espositivi e laboratoriali si collocano nell'immediata prossimità del centro storico, definendo uno spazio di innovazione e ricerca appena all'interno della cinta muraria di origine etrusca.

La consuetudine però, rende talvolta "ciechi" ed è per questo motivo che Officine 3D parte allenando lo sguardo. Una città può diventarne molte se a viverla sono persone diverse. Attraverso esercizi di mappatura urbana e strumenti di rilevazione quantitativa e qualitativa, le bambine e i bambini del campus hanno intrapreso un percorso di analisi strutturata degli spazi del Museo, della sua piazza, anche sede del DigiPass cittadino - sportello di accompagnamento all'utilizzo dei servizi digitali - e delle varie vie di accesso e transito. 

Tra architettura, design ed arte il laboratorio ha condotto i partecipanti nell'esplorazione dei più caratteristici padiglioni temporanei, analizzandone materiali, forme e funzioni. Un processo di ricerca e analisi che viaggia nel mondo per poi tornare al Museo della Scienza di Perugia e immaginare quali forme utilizzare per espanderne gli spazi espositivi.

Fondazione POST - Museo della Scienza

Luglio - Settembre 2020
Perugia

Bambine e bambini coivolti

12

 

 

 

«Ho imparato a gestire meglio lo spazio e a vederlo in modo diverso»

Filippo, 10 anni 

 

Lavorando in gruppi, le ragazze e i ragazzi, hanno osservato i flussi che interessano il Museo e i suoi spazi esterni per contare quanti cani, gatti, farfalle o persone attraversano la piazza ogni giorno, come la utilizzano, che età hanno, quanto si fermano, se scattano fotografie.

 

Le persone sono state coinvolte in interviste qualitative per conoscerne le abitudini, raccogliere opinioni e idee sullo spazio utili alla sua valorizzazione e rifunzionalizzazione.

Chi frequenta il museo?
Chi frequenta la piazza? Perché?
Come può il museo dialogare con lo spazio esterno?

I dati emersi hanno guidato poi le fasi di ideazione e progettazione di nuovi padiglioni temporanei, pensati per rispondere alle esigenze dei pubblici individuati:

  • Una piramide che ospita cibo e intrattenimenti per gli animali randagi, ma anche per quelli accompagnati;
  • Una struttura con neve sintetica perenne per il gioco dei bambini e lo studio del fenomeno atmosferico
  • Una galleria dei colori per studiare la luce e i fenomeni di rifrazione
  • Una serra con orto urbano
  • Un access-point panoramico alla città con le principali informazione turistiche in AR (realtà aumentata), digitale e sostenibile
     

Tutti i progetti, si collocano nello spazio reale, integrandosi ad elementi preesistenti e proponendo soluzioni in risposta a bisogni emersi o emergenti. 

Il percorso si è concluso con una presentazione pubblica alla presenza della direttrice della Fondazione POST Anna Rebella, dell'Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Perugia Gabriele Giottoli e delle famiglie delle bambine e dei bambini. In questa occasione i ragazzi hanno presentato i propri elaborati organizzando quello che nel mondo business è definito elevator pitch: 5 minuti per convincere i policy maker presenti della bontà e della necessintà del proprio progetto!

Una sfida che i piccoli partecipanti hanno colto con estrema serietà e impegno componendo la propria presentazione con il modello 3D del proprio padiglione, lo studio dello spazio preesistente, rilievi fotografici, schede di raccolta dei dati, prospetti grafici di sviluppo e un podcast audio esplicativo accessibile tramite QR code.

 

 

 

 

«Mi piacerebbe che la politica prendesse sul serio le nostre idee. Ci abbiamo molto pensato e secondo me sono bellissime!»

Anna, 12 anni 

 

 

Strumenti utilizzati: tablet, computer, stampante 3D, lavagna interattiva, carta, cartoncini, lucidi, pennarelli, pastelli, schede di rilevazione, schede di analisi. 

Software e tool: Tinkercad, CURA, Canva, Anchor.fm, Mentimeter,, Khaoot, supporti video e presentazioni.